Target rinnovabili 2030 in Italia: analisi e strategie future
La situazione italiana rispetto al target rinnovabili 2030
Noi di Greenergy, impegnati ogni giorno nella transizione energetica italiana, vediamo nel target rinnovabili 2030 un traguardo imprescindibile per la sostenibilità e la sicurezza energetica del Paese. Tuttavia, dobbiamo osservare che l’Italia resta indietro rispetto agli obiettivi stabiliti a livello europeo, come indicato anche dall’Agenda Rinnovabili 2030, e non colmare per tempo questo divario può tradursi in sanzioni, in maggiori costi per l’energia e in un freno allo sviluppo economico.
Secondo recenti analisi di Legambiente e di altre associazioni di settore, tra il 2021 e l’inizio del 2025 in Italia sono stati installati circa 25,4 GW di nuova potenza elettrica rinnovabile, coprendo così solo il 29% dell’obiettivo richiesto entro il 2030. Il PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima), aggiornato nel luglio 2024, indica che occorreranno circa 70 GW aggiuntivi di capacità rinnovabile nei prossimi cinque anni, un percorso complesso che richiede misure urgenti e strutturali.
Il fotovoltaico rappresenta senza dubbio la colonna portante della transizione energetica italiana, grazie alla discesa costante dei costi di installazione e al miglioramento del rendimento dei pannelli. Gli ultimi dati di Terna (febbraio 2025) mostrano che la capacità installata ha superato i 42 GW, con un incremento di oltre 6 GW negli ultimi 18 mesi. Questo risultato è dovuto soprattutto alle agevolazioni fiscali legate all’eliminazione delle coperture contenenti amianto, alle installazioni agrivoltaiche e ai progetti su ex aree industriali dismesse.
Oggi il LCOE (Levelized Cost of Energy) per impianti utility-scale in Italia varia tra 40 e 50 €/MWh, confermando che il fotovoltaico è una fonte rinnovabile altamente competitiva. Inoltre, l’integrazione dei Sistemi BESS (Battery Energy Storage Systems) ha accelerato l’adozione del solare, consentendo una maggiore stabilità della rete e aumentando la quota di autoconsumo.
Il ritardo italiano è però evidente se confrontato con altre nazioni UE che condividono obiettivi di riduzione della CO₂ al 2030. La Germania, per esempio, ha già coperto oltre il 50% del suo target rinnovabili 2030, grazie a politiche coordinate sul fotovoltaico e all’adozione massiccia dei sistemi di accumulo. La Spagna accelera grazie alla semplificazione dei permessi, mentre la Francia punta sull’eolico offshore e sul rinnovamento dell’idroelettrico.
Le principali cause del ritardo nel target rinnovabili 2030
Se vogliamo esaminare con maggiore attenzione le cause del ritardo italiano verso il target rinnovabili 2030, dobbiamo subito osservare che anche noi di Greenergy sperimentiamo quotidianamente quanto la frammentazione dei processi autorizzativi rallenti in modo significativo la realizzazione di nuovi impianti. Il Decreto Aree Idonee, ad esempio, pur avendo semplificato la classificazione dei terreni utilizzabili, risulta ancora applicato in modo disomogeneo tra le Regioni. In questo modo, i tempi medi di approvazione per un nuovo impianto fotovoltaico di grande taglia possono raggiungere quasi i due anni e non c’è dubbio che tali ritardi disincentivano gravemente gli investimenti privati e limitano quindi lo sviluppo delle rinnovabili in molte aree d’Italia.
Si possono evidenziare, inoltre, anche alcuni limiti infrastrutturali al raggiungimento del target rinnovabili 2030: ad esempio la rete di trasmissione dell’energia elettrica in alcune zone del Paese è prossima alla saturazione, ostacolando l’allaccio di nuova generazione rinnovabile. Oltre il 35% delle richieste di connessione non trova attualmente disponibilità di rete, in particolare nel Sud Italia, dove la risorsa solare sfruttabile è maggiore. Il Piano di Sviluppo della Rete Elettrica 2025-2034 prevede investimenti per oltre 20 miliardi di euro nei prossimi dieci anni, ma l’efficacia di tali interventi dipenderà dalla velocità di autorizzazione e dalla loro sincronizzazione con i nuovi progetti rinnovabili.
Occorre quindi correre ai ripari perché un ulteriore ritardo dell’Italia avrebbe conseguenze potenzialmente gravi, tra cui le sanzioni europee con possibili riduzioni dei fondi UE destinati al Paese, un maggiore impatto dei costi energetici su famiglie e imprese a causa della dipendenza dal gas e senza dubbio un calo degli investimenti da parte delle aziende estere, spaventate dal costo dell’elettricità e dalla mancanza di affidabilità.
Si può certamente accelerare e raggiungere così gli obiettivi del target rinnovabili 2030, ma occorrerebbe adottare strategie incisive tra cui:
- La semplificazione e l’uniformità delle procedure autorizzative in tutte le Regioni.
- Il rafforzamento del personale tecnico delle amministrazioni locali per ridurre gli arretrati.
- Il potenziamento dei PPA (Power Purchase Agreement) per dare stabilità a progetti su larga scala, con l’obiettivo di superare i 15 GW di capacità contrattualizzata entro il 2027.
- L’accelerazione del Piano di Sviluppo Terna per la rete elettrica, con priorità ai territori con maggiore potenziale rinnovabile.
- L’incentivo alla diffusione dei Sistemi BESS sia in versione utility-scale sia distribuita, supportando aziende e famiglie con incentivi dedicati.
- La maggiore integrazione della mobilità elettrica, sfruttando tecnologie Vehicle-to-Grid (V2G).
- Lo sviluppo dell’agrivoltaico avanzato, con moduli bifacciali e gestione smart dell’ombreggiamento.
- L'espansione delle comunità energetiche rinnovabili, anche in ambito industriale.
Il ruolo di Greenergy nel raggiungimento del target rinnovabili 2030
Greenergy è in prima linea nel promuovere la transizione energetica italiana, proponendo soluzioni su misura, dalla fase di permitting alla realizzazione chiavi in mano, passando per l’assistenza su iter autorizzativi e finanziamenti. Grazie a questo approccio articolato e completo al progetto in ambito fotovoltaico, abbiamo realizzato, negli ultimi mesi, una serie di interventi su impianti che, in diversi modi e in diversi territori, contribuiscono al raggiungimento del target rinnovabili 2030:
- La realizzazione di un impianto solare da circa 200 kW in Sardegna per un’azienda agricola: installando i pannelli fotovoltaici sui tetti di due edifici dell’azienda abbiamo ridotto le loro emissioni di CO2 di circa 120 tonnellate/anno e abbiamo aumentato l’indipendenza energetica dell’attività imprenditoriale.
- L’attivazione di un servizio di manutenzione e gestione di un impianto fotovoltaico a terra in Puglia destinato alla sola vendita dell’energia prodotta alla rete nazionale, con una potenza installata di poco meno di 1 MW. Il nostro personale monitora quotidianamente le performance dell’impianto ed effettua due interventi di manutenzione ordinaria all’anno.
- Un sistema di pensiline fotovoltaiche integrate con un classico impianto a terra per un’azienda farmaceutica in Puglia che può produrre circa 1 MWh di energia all’anno, producendo anche un risparmio significativo nelle emissioni di CO2 e nei costi di gestione sostenuti dall’azienda.
Con questi e molti altri progetti, noi di Greenergy stiamo contribuendo al raggiungimento del target rinnovabili 2030 e dando un nuovo impulso al fotovoltaico in Italia, nelle molteplici forme in cui si può realizzare nel nostro Paese. Contattateci per avere maggiori informazioni o per valutare una collaborazione strategica.